Il martirio della lacrima

Odiose bollicine salate gonfiano le palpebre, sperlinano in ruscelletti sulle gibbosità illividite e infine spendulano dai nasi arrossati e dalle labbruzze enfiate. È l’inizio del sabba spaventevole. Orribili pieghine maligne contorcono orripilanti le gote sfigurate, sbitorzolano gli zigomi stravolgono in ondate scomposte le protuberanze deturpate del labbro e del mento e strapazzano irriverenti la pappagorgia. Scossoni inconsulti smascellano le fattezze, Impoltigliano le guance in grotteschi scotimenti fra sverminature di viscidi rivoleggiamenti umorali. Sgorgano, sprizzano, trasudano, spurgano dalle sinuosità rimpolpate delle gote, dalle cavità ingelatinate dei rostri, dai pori vergognosamente dilatati. Esorbitano, tracimano dai poveri globi in esplosione sotto le ciglia […]

Share

Lotte riscoperte

Vedo un libro sporgere dall’ultimo scaffale, su in alto. Non riesco a leggere il titolo. Colore e forma non bastano più a rendermelo riconoscibile, come accadeva puntualnente fino a qualche tempo fa. Proprio non mi dice nulla. Povero lui. Povero me. Vinco la mia pigrizia, vado a prendere la scaletta, salgo, pinzo fra pollice e indice, estraggo, leggo subito il titolo, in precario equlibrio, ma so già con certezza che me lo porterò a basso e lo rileggeró; perché in quella zona della libreria ho letto tutto, almeno questo ricordo. Povera creatura misconosciuta, spinta fuori del mucchio, tolta alla schiera, […]

Share

Dare, avere

Dalla grotta del bue marino La foca monaca È andata estinta, Ma lí vicino Trova il suo nido palpitante La tartaruga madre, Con la scia titubante Delle vite rinate. Poco distante Trionfa a dismisura Il querulío sonoro Delle berte in bassura. Il languido insistente richiamo amoroso, Grido che ci cattura, Il canto fascinoso Delle diomedee. A quanto pare spesso Fra una scomparsa atroce E il dolce che rinasce Si stabilisce un nesso. Un posto rioccupato Non è mai piú lo stesso, Ma la vita è tenace, Sfrontatamente ottusa, Si scarta un po’ di lato E tutto ad un dipresso Si […]

Share

Il terzo gode

Chiu chiu fa l’assiolo alla notte La tortora tuba al mattino. Ognuno canta le sue offerte, Ognuno s’appronta un festino, La luce con tenebra inghiotte Gli agguati di scaltro felino Che scruta con brama solerte Le curve del nostro destino. Cairo Montenotte, 6 agosto

Share

Sinfonia in U

Negli antri angustiDal buio fitto,Fra muschi e arbustiCol muso ritto.Il manto è scuro,Smunto l’aspetto,D’un odio oscuroFummo l’oggetto.Muti occhi neriCupidi e truciDei luoghi umaniScrutiam le luci.D’un cielo cupoNubi incombentiLustri di mucoTurbiam le menti.Tetri ululatiLugubri acutiSumma del maleUltimi lupi.

Share
La cognizione del dolore

La cognizione del dolore

Rileggo “la Cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda. Si ripete un’esperienza conosciuta: ogni rilettura è una riscoperta; affermazione che, di per sé, appare tanto ovvia da risultare inutile. Però quando fra una lettura e l’altra si frappone quasi mezzo secolo le cose cambiano un pochino. Ancora, quando il primo approccio risalga agli ultimi anni Sessanta in un ambiente studentesco altalenante fra Palazzo Campana e Palazzo Nuovo, allorché si dava per assodato che qualsiasi atto rivoluzionario fosse concesso, anzi augurabile, anzi dovuto, nelle piazze, nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche e, naturalmente, anche nell’elaborazione letteraria, quando la distanza è quella, […]

Share