Cibo magico e trasformazione – nella tana del coniglio

Cibo magico e trasformazione – nella tana del coniglio

Wonderland” è il paese delle domande. Tante domande e tanti problemi, tante scoperte. Leggendo si può incappare in momenti d’inquietudine, le stranezze del Paese delle Meraviglie ritraggono alcuni vizi del nostro mondo e, dicono gli psicologi, rappresentano una carrellata di casi clinici meno irrealistici di quanto potremmo pensare.
E così vi porto con me nel libro di Carroll seguendo un percorso che ho scelto e che tocca alcuni temi e argomenti fondamentali.

CIBO E TRASFORMAZIONE
Alice, bambina saputella e curiosa, è in riva al fiume con la sorella maggiore che sta leggendo un libro senza figure e senza dialoghi. Una noia mortale. Per fortuna che proprio sotto il suo naso vede passare, impeccabile, panciotto, guanti bianchi e orologio da taschino un Coniglio Bianco. Gli è subito alle calcagna e via di filato nella tana.
“Giù, giù, sempre più giù. Sarebbe mai finita quella caduta?”
Alice se lo chiede mentre tranquilla scivola, la gonnellina come un paracadute, in una lunghissima galleria che pare un pozzo. Finalmente atterra su un soffice manto di foglie secche. Eccola in un vestibolo, e come ogni eroe che si rispetti, di fronte a numerose porte chiuse a chiave. Lei sceglierà la più piccina, ben nascosta da una spessa tenda, e anche lì per poterci passare ne dovrà fare di tutti i colori. Bere, mangiare, crescere, rimpicciolire.
Nascono i primi dilemmi  e le prime trasformazioni dovute all’ingestione di bevande e cibi e magici. Andiamo per ordine. Alice ha trovato la chiavetta d’oro che apre la porticina ma lei è troppo grande per poterci passare. D’incanto appare la bottiglina (il simbolo del mio blog) con su scritto “Bevimi”. Inizialmente Alice si fa qualche scrupolo ma poi la assaggia e:
“avendone trovato il sapore eccellente (era una specie di miscuglio di torta di ciliege, crema,ananas, tacchino arrosto, caramella mou e pane abbrustolito col burro), ben presto l’ebbe finita tutta quanta.”

E così Alice inizia a rimpicciolirsi… Da qui in avanti è tutto un susseguirsi di trasformazioni.
A casa del Coniglio Bianco troverà un’altra botticina: questa volta diventa un gigante. Il coniglio e gli aiutanti spaventati le tirano dei sassi che si trasformano in pasticcini. È un attimo: ingoiati, ridimensionata. Ora è di nuovo piccina e può scappare.
Le bevande o i cibi solidi  inducono al cambiamento di dimensione con cui la protagonista è costretta a fare i conti. È stato anche suggerito, in alcuni studi di  psicopatologia, che questi cibi, come dire, potrebbero essere drogati…

E chi meglio del Bruco che seduto su un grosso fungo fuma tranquillo un narghilé potrebbe spiegarcelo?
“Da un lato ti farà crescere, e dall’altro ti farà diminuire.”
La crisi di identità prosegue, la rapidità dei cambiamenti inizia a farsi sentire e lei non ne può più ma a forza di rosicchiare i due lati del fungo, arriva a un’altezza normale per una bambina. Ed ecco profilarsi l’incontro con il mio personaggio preferito.

Fine della prima puntata…

 

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