dell’Amicizia

Waterhouse_decameron

Cosa faremmo senza l’Amicizia? Cosa saremmo? Nulla. Da sempre associo a questa parola un’antica poesia che, per mimare l’autore, il Dante Alighieri delle Rime, esprime alla perfezione il sentire mio.

Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel, ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio;

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.

Lapo è Lapo Gianni, attenzione a non confondersi… mentre Guido è il “leggerissimo” Cavalcanti, di cui racconta il Boccaccio  nella nona novella della giornata sesta del Decamerone:

e posta la mano sopra una di quelle arche, che grandi erano, sì come colui che leggerissimo era, prese un salto e fussi gittato dall’altra parte, e sviluppatosi da loro se n’andò.”

cavalcanti

Che oggi sia il giorno in cui gli amici esultano e saltano insieme!

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4 pensieri su “dell’Amicizia

  1. Gli amici con la a maiuscola, quelli veri, ahimè sono sempre pochi.
    Ciò detto, avevo letto che in America Latina ogni estate si celebra il Día del Amigo, la giornata in cui si festeggia l’amicizia. Se ho ben capito non si tratta di comperare il solito regalo per far girare l’economia ma di impegnarsi a fare un gesto simpatico verso un amico, come telefonare ad uno che non senti da tempo, o comunque trascorrere del tempo insieme.

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