Elogio dell’ipocrisia

Interessanti le parole di Alessandro Piperno nell’articolo Elogio dell’ipocrisia uscito il 3 agosto 2014 sull’inserto letterario del Corriere della sera .
Il titolo fa venire i brividi, eppure eppure, sono parole che fanno riflettere.
Intanto lui fa una netta distinzione tra Vita e Letteratura. Nei libri gli ipocriti non possiamo sopportarli, ci danno fastidio quando va bene, li odiamo e pregustiamo un assassinio quando va male.
E nella vita invece? Ecco cosa ci dice fuori dai denti lo scrittore romano:
“La sincerità è sopravvalutata. Detesto le persone schiette, quelle che ti sbattono in faccia quello che pensano. Mi fa infuriare la finta coscienza immacolata, la malafede travestita da buonafede. Trovo volgare la retorica del pane al pane.
Perché conferire tanto prestigio alla verità? Chi lo dice che la verità meriti così tanti riguardi?”
E ancora
“Nella cosiddetta vita di tutti i giorni la verità mi appare così fastidiosa, così losca che preferisco non averci nulla a che fare.
C’è qualcosa di civile, di tenero nella piaggeria.”

Mi piace lo stile di Piperno, è sempre dissacrante, con una punta di ira repressa nella voce.

E cita due autori del passato, Molière e Tolstoj, in particolare due loro personaggi, Alceste e Karenin. Ma vi lascio il piacere di leggere l’articolo.
Tra l’altro avete visto il film Alceste à bicyclette (Molière in bicicletta)? Ecco, anche lì c’è una scheggia acuminata di specchio che riflette bene le parole di Piperno.

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