Follia e Tempo – Un tè di matti

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Eravamo rimasti ad Alice che  decide di andare dalla Lepre, ricordate? Cammina cammina eccola arrivare a “un tavolo apparecchiato sotto un albero davanti alla casa, e la Lepre Marzolins e il Cappellaio vi prendevano il tè: fra loro c’era un ghiro profondamente addormentato, e i due se ne servivano come di un cuscino, appoggiandoci i gomiti e parlando sopra il suo capo.”

Il capitolo Un tè di matti riunisce tutti gli argomenti chiave di cui voglio parlarvi: cibo magico, follia, tempo e linguaggio.
Fin da piccola mi chiedevo, ma perché i cappellai dovrebbero essere matti? Così mi sono documentata. Sembra che all’epoca di Carroll fossero vittime di avvelenamento da mercurio usato per trattare il feltro, che causava guarda guarda allucinazioni. E si torna alle nostre sostanze psicotrope… Per la Lepre Marzolina, anche lei non proprio un campione di equilibrio,  invece la causa è più naturale. A marzo i maschietti si rotolano furibondi per conquistare le femmine.

Il Cappellaio parte subito con un indovinello.
Che differenza c’è tra un corvo e una scrivania?
Dopodiché inizia una diatriba sulla questione di dire quello che si intende dire. Alla fine Alice esausta cede e chiede la risoluzione dell’indovinello.
Qual’è la risposta?
Non la so, — rispose il Cappellaio.
Neppure io, — disse la Lepre Marzolina.
Alice sospirò seccata:Secondo me potreste impiegare meglio il vostro tempo, invece di sprecarlo con indovinelli senza senso.
Se tu conoscessi il Tempo come lo conosco io, — rispose il Cappellaio, — non ne parleresti con tanta confidenza.
Non so che vuoi dire.
Certo che non lo sai —  disse il Cappellaio agitando sprezzante la testa — Scommetto che tu non hai mai parlato col Tempo.
Forse no, — rispose prudentemente Alice; — ma so che debbo battere il tempo quando studio la musica.
Ah! questo spiega tutto. Il tempo non vuol esser battuto. Se tu fossi in buone relazioni con lui, farebbe fare all’orologio quello che vuoi. Per esempio, supponi che siano le nove, l’ora delle lezioni, basterebbe che gli dicessi una parolina all’orecchio, ed ecco che le ore volerebbero via in un battibaleno! L’una e mezzo l’ora di pranzo!
Sarebbe magnifico, davvero, ma non avrei fame a quell’ora, capisci.
Da principio, forse, no, — riprese il Cappellaio, — ma potresti tenerlo fermo all’una e mezza finché vuoi.
E tu fai così?

E qui purtroppo il Cappellaio deve ammettere di aver litigato col Tempo e che da allora non risponde più alle sue richieste. E’ questo il motivo per cui sono sempre le sei.

Mi piacciono i discorsi filosofici del Cappellaio sull’argomento TEMPO
Qui bisogna notare, insieme al grande filosofo francese Gilles Deleuze, che tra il Tempo di cui parla Alice e quello del Cappellaio c’è una bella differenza.
Quello di Alice, spiega Deleuze in Logica del senso, un librone difficilissimo ma molto interessante, è il Tempo che conosciamo bene, quello degli eventi che si susseguono uno dopo l’altro, quello che a volte ci è nemico a volte amico. È quello delle azioni che si compiono nel presente, è fisico, ciclico, corporeo, variabile; si snoda su di una linea retta, insomma è Kronos.
Invece il Tempo del Cappellaio è Aion,  per il quale esistono solo passato e futuro. Un’azione è sempre già accaduta e sta sempre per accadere… infatti  è sempre l’ora del tè. E’ il Tempo dell’arte, intesa nel suo senso più completo e profondo.

Nel libro il Tempo Kronos viene oggettivato nell’orologio del Coniglio Bianco, che gli ricorda sempre quanto sia tardi, e il Tempo Aion invece da quello dell’orologio del Cappellaio che indica sempre che è l’ora del tè.

Quindi in Wonderland  si può riuscire a scappare dal Tempo del dovere, delle scadenze, degli impegni, insomma a contrapporre Aion, il Tempo del sempre passato e sempre futuro, a Kronos.
Il tempo Aion infatti è incorporeo, il suo esistere non dipende dal compiersi dell’azione, non lo riguardano i fatti fisici ma le azioni pure.
E d’altronde  cos’altro è l’Arte se non azione pura?

Ma il capitolo Un tè di matti  introduce anche un altro tema piuttosto delicato quello della:

FOLLIA e del SOGNO

Ma questa è un’altra storia.

Fine della terza puntata…

 

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3 pensieri su “Follia e Tempo – Un tè di matti

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