Gerundi

Andando, camminando, sognando e amando, mentre il mio amico Alberto mi strappa l’erba sotto i piedi, per produrre le migliori essenze, per creare i più fragranti profumi.

Il colore viola, blu e verde di quelle pozioni, rende l‘orizzonte ineffabilmente vivace, in quel mescolare di sognanti cammini, dove ci aspettavano le nostre amate donne.

Ora che si è tutto inaridito, Alberto se n’è andato troppo lontano, ma soprattutto per sempre, e al risveglio non restano che pochi brividi, quasi anelati dopo tutta l’arsura estiva…e il mio orizzonte si è ancora più confuso, mentre cerco di recuperare una eco di incommensurabili distanze.

Intanto lì fuori si odono voci già così acquietate, di quella rassegnata mestizia, che mi scivolano sulla pelle, lasciando segni di inequivocabili stridori, per quella mancata omologazione, nemmeno così autenticamente desiderata, certamente non sempre, almeno da parte mia.

Ma a me è andata così, tanto splendore e cavalleresco incedere, finché ho smarrito il sentiero, l’amico e la prospettiva…disarcionato come uno sconfitto all’ennesima prova, all’ennesimo torneo.

Giuseppe Girardi

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