La parola di oggi: donna (una).

Lorenza

Tremo stendendo l’improvviso fragore
d’un soffice ricordo nel tuo dolore.
Poichè rivedo lunghe le tue dita
portar le mie, goffe, nell’alto della vita.
Là, sul rosso manuale per infanti,
m’insegnavi a sillabare dove scherzano i giganti.
Arrossisco, nel ricordo fin da ora,
al tuo viso di genitor ch’esige prova;
traboccante di pretese e di rinunce,
incurante, nel tuo cuore, di richiami e di denunce,
d’un nobile saper mi feci ricca,
ove ancor eri capace,
dei primitivi segni suggellavi un’oltraggiosa pace.
Dovendoti da sempre le preziose forme del sapere,
a pronta mente morale, retta ed esatta nel volere,
concretizzo in un terribile momento
solo un orto secco di riconoscimento.
E nel tempo non fu chiara la grandezza dell’offerta,
molle scivolò nella mia mente: debole e coperta.
Dovendoti nell’intimo i principi e le saggezze,
dimentica del debito si tingon ora le mie stoltezze.
Sicché non più che in questo tempo,
consegno il risultato del tuo impegno folle e lento.

Al tuo corpo miserello e logorato,
lancio fiacca un sorriso scellerato:
non m’è chiaro come lentamente,
un’arida coscienza e giudizio mai vigente,
m’han lasciato vivere al buio e con dispetto
nel mio pozzo di nero maledetto.

Francesca

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1 pensiero su “La parola di oggi: donna (una).

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