La parola di oggi: Lucirosseallinclusive.

Lucirosseallinclusive
Lucirosseallinclusive

Adoro la mia città, chi mi conosce lo sa bene. Adoro Torino in maniera imparziale, al limite dell’ossessione, e adoro tutto ciò che da essa nasce: architettura, letteratura, musica.
Ah, la musica.
Li ascolto proprio adesso, che sono in riva al mare. La musica batte negli auricolari al ritmo di qualche goccia d’acqua che proviene dal correre di un ragazzino su una tavola di legno colorato. Le canzoni si alternano fra momenti rock e spazi prolungati e languidi. Nessun fronzolo, nessun orpello. Nessun inutile virtuosismo. La musica è come Torino: bella ed essenziale. Distante, pulita, decisa.
È strano, ma è come se i pezzi ti portassero a saggiare tutta una parte della tua vita, ed è come se la osservassi scorrere su un pentagramma, enfatizzata dai minori del terzo pezzo. Sento gli accordi vibrare laggiù, in fondo alla gola, dove provo tutto il bene e anche tutto i male dell’esistenza.
“Quanti passi può fare un uomo senza chiedersi chi è davvero?”
E ci si sente cullati da queste note a Luci Rosse, che sembrano fare da colonna sonora a una cortina di pensieri che si stendono appoggiandosi sul mare.

Il terzo è, senza dubbio, il mio pezzo preferito.
È caldo. È malinconico. È un pezzo doloroso, il pezzo più rosso che c’è.
Porta un seme sensuale che si insinua nel cervello. E tu no puoi far altro che alzare gli occhi (i tuoi!) verso l’orizzonte, verso quella linea curva che stabilisce il confine fra ciò che esiste e ciò che ancora è da immaginare. E ti lasci trasportare dalla cadenza malinconica della canzone, fin dentro la parte più intima del tuo io. Fino all’ombra. E il rosso diventa nero. Sei arrivato all’abisso e ci sei arrivato camminando contro vento.
Non esiste più nulla difronte a te. Tutti si sono dissolti, lasciandoti allo scoperto, senza vestiti. La tua pelle è in contatto con la sabbia umida. Senza costume. Nuda. In piedi, in equilibrio, sul filo dell’orizzonte disegnato dal mare francese.

Un disco da sommelier; che va prima osservato contro luce, poi va annusato. Infine assaggiato fino all’ultima nota, preferibilmente accompagnato da un buon vino piemontese. Rosso, naturalmente.

Francesca.

Dove trovare il disco: da Rock & Folk, Via Bogino, 4 a Torino.

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