La parola di oggi: prigionia

david con la testa di golia Caravaggio
David con la testa di Golia | Caravaggio

Si contorce l’intestino
di trovarsi assai vicino
all’ occhietto vermiglio
d’un furente famiglio.

Tenuto costretto
a un tramezzo bagnato,
obbligato da un distante passato
a spiare l’esterno a strisce
distante, discosto
e che non capisce.

Eppur non c’è traccia
della lunga minaccia,
che da un tempo lontano
invano lo schiaccia.

Invece ha sul ghigno
un accento sanguigno
che vispo attende
di tender presto
al suo oscuro patrigno.

E più gli cresce la ragione
più s’inietta, rugginosa,
l’immorale dannazione.
E lo spazio rivolto
al suo nefasto accanimento
si restringe ad ogni singolo momento.

E tu che guardi dalla parte giusta,
non sai che cosa sia più angusta:
veder la bestia consumarsi piano,
nell’imprigionamento a lui sovrano,
o se aprirgli via
affinché torturi la turpe mano
che lo allacciò alla lunga prigionia.

Francesca.

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3 pensieri su “La parola di oggi: prigionia

  1. Si Ei fu in prigione ingiusta, alza la mano, libera la porta e dagli quel poter sì che onor alla giustizia renda togliendo libertà a chi di vita sua fece cosa sì orrenda…..

  2. o se aprirgli via affinché torturi la turpe mano che lo allacciò alla lunga prigionia
    Ogni volta che osservo quel Caravaggio penso al mio famiglio liberato che si fa giustizia.
    Un’associazione di immagini insomma. 🙂

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