La parola di oggi: vento.

Mi piace il vento.
Tutto è più pulito in una giornata ventosa: il cielo, le strade, la città. La propria anima.
Ci si sente purificati. Un po’ come quando nevica. Ma dopo la neve bianca, qui a Torino, arriva quella sporca, quella ingrigita dallo smog, quella contaminata dal via vai frettoloso dei passanti.
Invece il vento non si sporca mai. Al massimo se ne va, portandosi via qualche foglia secca o un calzino steso male.
Mi piace il vento. Mi piace per come spazzola il vecchio pelo bianco del mio cane.
Mi piace perché riesco a vedere le montagne, sembrano più vicine. Specie il Monviso, che osserva noi torinesi con aria un poco austera. E si sente elettricità nell’aria. Lievi scosse sulla poca pelle nuda.
Mi piace il vento, perché fa scappare le nuvole e si porta dietro i colori, quelli veri, accecanti. E la città ritrova la sua terza dimensione: la profondità.

Il vento di Torino è diverso. Si prende un po’ della magia che dorme sotto le coperte di Piazza Statuto. Dev’essere per questo che ci sembra di avere il mal di testa.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

3 × 1 =