La parole di oggi: Sclerosi Multipla.

La parole di oggi: Sclerosi Multipla.

«Chi c’è di là? Chi è entrato? Ahhh, so che c’è qualcuno! Ahhh! Ahhh! Dev’essere quel bastardo di mio marito. Ho capito come fa, lui. Entra di nascosto e si porta via tutte le mie cose. Sei tu? Sandrooo, sei tu? Non risponde quello stronzo. Pensa di fregarmi per l’ennesima volta. Lo conosco bene, io. Apre la porta cercando di non fare rumore, poi va in salotto e ne fa una razzia. Porta tutto dalla sua puttana. Quella lurida puttana di Teresa. E pensare che la pago, dovrei licenziarla. Invece di pulire questo cesso di casa, mi nasconde le cose per farmi passare per pazza. Così può scoparsi mio marito senza impicci. Crede di farmi fessa. Solo perché sono bloccata in questo dannato letto e non posso andare di là a vedere. E quando non trovo le mie cose mi dicono che è la mia memoria. Sì, certo, la mia memoria. Vogliono farmi passare per pazza. Vogliono farmi interdire per portarmi in un manicomio e liberarsi di me. Ahhh! Ahhh! Voglio urlareeee! Ah, ma li ho sentiti io che confabulavano alle mie spalle, lui e quella serpe di mia figlia. Tutta suo padre. Pensavano che non sentissi? Credono che perda la memoria,  che mi si abbassi l’udito, che la ragione mi stia lasciando! Stronzi! Va bene? Siete degli stroooonzi! Mi hai sentito di là, tu? Lo so che ci sei! Sei uno stronzo! Tu e la tua mammina. La tua mammina del cazzo! Ha rotto i coglioni tutta la vita, mi ha sempre odiata, ha sempre sperato che Sandro si liberasse di me. Finché ci è riuscita. E si è presa anche mia figlia che ora la chiama mamma di nascosto. Lo so che la chiami mamma! Ma è tua nonna, non tua mamma! Tua madre sono io! Anche se mi pento del giorno in cui sei venuta alla luce e mi hai fatto ammalare. Stronza, sei una stronza anche tu. Anzi, tu sei peggio di tutti gli altri. È colpa tu se mi sono ammalata! Quella sgualdrina di mia figlia, che schifo! Entra ed esce sempre con un uomo diverso. Li chiama tutti Leonardo, perché crede di confondermi. Eh, ma  io lo so che si scopa un ragazzo diverso ogni giorno. Se ne porta anche due o tre alla volta, fanno i maiali in casa mia! Che schifo! Mi date il voltastomaco, tutti! Entrano, mangiano, escono, mi nascondono le cose per poi dirmi che sono io che non le trovo e farmi passare per matta!  E poi viene da me con quella vocina insulsa. “Mamma, come stai? Hai bisogno di qualcosa prima che vada all’Università? Teresa arriverà fra una mezz’oretta”. Gne, gne, gne. Ipocrita! Falsa! Vaffanculo!

E io che non posso fare nulla, bloccata su questo materasso. Non riesco a muovere le gambe! Ho bisogno di scendere da questo dannato letto, devo camminare, io, va bene? Perché non mi slegate, vi prego, vi supplico, voglio camminare. Voglio uscire da questa stanza, voglio tornare a vivere!»

 

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