Lotte riscoperte

Lotte riscoperte

Vedo un libro sporgere dall’ultimo scaffale, su in alto. Non riesco a leggere il titolo. Colore e forma non bastano più a rendermelo riconoscibile, come accadeva puntualnente fino a qualche tempo fa. Proprio non mi dice nulla. Povero lui. Povero me. Vinco la mia pigrizia, vado a prendere la scaletta, salgo, pinzo fra pollice e indice, estraggo, leggo subito il titolo, in precario equlibrio, ma so già con certezza che me lo porterò a basso e lo rileggeró; perché in quella zona della libreria ho letto tutto, almeno questo ricordo. Povera creatura misconosciuta, spinta fuori del mucchio, tolta alla schiera, estratta a sorte da chi? E come?  È quanto basta. Detesto improvvisare coincidenze, arrampicarmi sulle cabale e altre ginnastiche simili, ma un libro che sporge è una tentazione.  Guardo con attenzione i gradini sotto ai miei piedi, mentre calo sulla moquette tenendomi alla scala con una mano sola. Nell’altra stringo “Operai e sindacati negli Sati Uniti.”. Ah già l’A.F.L. American Federation of Labour. Mi consola un pochino il fatto di aver ritrovato un posto al volumetto negli scaffali della mia memoria. Bravo Giorgio.

Ma che palle, guarda cosa mi tocca rileggere!

One Response

  1. Francesca Francesca ha detto:

    “un libro che sporge è una tentazione.” Verissimo, a volte sono i libri che ci chiamano!

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