La Parola di oggi: uovo.

Un uovo parlò. “Mamma, ho voglia di sgusciare da qui!” “Zitto, figliolo, non è tempo.” Rispose la gallina. “Ma quanto manca?” “Mi fai venire il mal di testa.” Disse seccata la gallina. “Io vorrei diventare un Gallo. Con lunghe penne bianche e arancioni e con un becco robusto e con due zampe vigorose e con in testa una cresta scarlatta.” La gallina sbuffò. “Chetati, figliolo, guarda cosa fanno i tuoi fratelli.” “Che fanno?” “Stanno zitti. E aspettano.” “Ma io voglio uscire! Diventerò il re del pollaio!” “Tu non capisci.” “Che devo capire?” “Che devi stare zitto, mi fai venire il […]

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La parola di oggi: Ave Maria.

Eccola lì. Si stava asciugando i lunghi capelli davanti allo specchio. Indossava una canottiera sottile che le aderiva perfettamente alla pelle mettendo in risalto i piccoli seni. I minuscoli slip distrattamente spostati, mostravano l’inizio della curva delle natiche. In sottofondo il rumore del fon si confondeva con l’Ave Maria di Schubert. L’aria profumava di un delicato odore di gelsomino. L’uomo si fermò a guardare la donna senza ch’ella se ne accorgesse. La sua mente tornò ad appena un anno prima, quando lei era ancora completamente sua, quando poteva accarezzarle i morbidi capelli biondi, quando poteva stringerla a sé e dirle […]

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La parola di oggi: amicizia.

Finita una cena fra amici, quello che rimane di una tavola è lo specchio della serata. Le bottiglie di un buon rosso piemontese sono arrivate alla fine, un calice di vetro si accompagna all’impronta di una bocca rossa. In un piattino c’è ancora del polpo che stringe la mano di una fogliolina di prezzemolo e una vecchia ciotola scheggiata (non sai nemmeno come sia arrivata in casa tua) ospita i resti di melanzane piccanti. La pentola del risotto è vuota, abbandonata nel lavello. Stia lì, la laverò domani. Guccini, intanto, narra una scena da film in un Autogrill. Anna se […]

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luce e buio

Luce e buio

Sento il vetro dell’ennesima bottiglia incontrare quella appena abbandonata al proprio destino, di quel vuoto che qualche volte assomiglia, che spesso lascia spazio al prossimo anelito. Ma a me non restano che quei suoni, che spesso sanno di antiche campane tibetane, con quell’inarrestabile vibrazione, la stessa che mi muove e mi agita, manco fossi anch’io uno strumento da cui scaturiscono certe note, certamente non perfettamente in armonia, ma comunque in cerca di un luogo a cui offrire la propria partecipazione. So di essere goffo, forse anche per nulla elegante, con le mie movenze da selvaggio o volgare più o meno […]

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La cognizione del dolore

La cognizione del dolore

Rileggo “la Cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda. Si ripete un’esperienza conosciuta: ogni rilettura è una riscoperta; affermazione che, di per sé, appare tanto ovvia da risultare inutile. Però quando fra una lettura e l’altra si frappone quasi mezzo secolo le cose cambiano un pochino. Ancora, quando il primo approccio risalga agli ultimi anni Sessanta in un ambiente studentesco altalenante fra Palazzo Campana e Palazzo Nuovo, allorché si dava per assodato che qualsiasi atto rivoluzionario fosse concesso, anzi augurabile, anzi dovuto, nelle piazze, nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche e, naturalmente, anche nell’elaborazione letteraria, quando la distanza è quella, […]

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Gerundi

Andando, camminando, sognando e amando, mentre il mio amico Alberto mi strappa l’erba sotto i piedi, per produrre le migliori essenze, per creare i più fragranti profumi. Il colore viola, blu e verde di quelle pozioni, rende l‘orizzonte ineffabilmente vivace, in quel mescolare di sognanti cammini, dove ci aspettavano le nostre amate donne. Ora che si è tutto inaridito, Alberto se n’è andato troppo lontano, ma soprattutto per sempre, e al risveglio non restano che pochi brividi, quasi anelati dopo tutta l’arsura estiva…e il mio orizzonte si è ancora più confuso, mentre cerco di recuperare una eco di incommensurabili distanze. […]

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Lo stereotipo di una persona cieca che non esiste

A partire dall’articolo che incollo qui sotto e dalla relativa replica, sarebbe interessante aprire un dibattito su chi e come sono i disabili, domandando direttamente a loro come stiano realmente le cose; troppo spesso vengono sparate pregiudizievoli sentenze, che non hanno quasi mai nulla a che vedere con i fatti, additanto il disabile, o come un vero e proprio eroe, e in molti casi appare davvero così, oppure come una sorta di organismo unicellulare, che risponde in modo più o meno automatico ai diversi input che ancora sarebbe in grado di recepire. Per ciò che riguarda certi eroismi, è grazie […]

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