Tag: casi clinici

luce e buio

Luce e buio

Sento il vetro dell’ennesima bottiglia incontrare quella appena abbandonata al proprio destino, di quel vuoto che qualche volte assomiglia, che spesso lascia spazio al prossimo anelito. Ma a me non restano che quei suoni, che spesso sanno di antiche campane tibetane, con quell’inarrestabile vibrazione, la stessa che mi muove e mi agita, manco fossi anch’io…
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La cognizione del dolore

La cognizione del dolore

Rileggo “la Cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda. Si ripete un’esperienza conosciuta: ogni rilettura è una riscoperta; affermazione che, di per sé, appare tanto ovvia da risultare inutile. Però quando fra una lettura e l’altra si frappone quasi mezzo secolo le cose cambiano un pochino. Ancora, quando il primo approccio risalga agli ultimi anni…
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Lo stereotipo di una persona cieca che non esiste

A partire dall’articolo che incollo qui sotto e dalla relativa replica, sarebbe interessante aprire un dibattito su chi e come sono i disabili, domandando direttamente a loro come stiano realmente le cose; troppo spesso vengono sparate pregiudizievoli sentenze, che non hanno quasi mai nulla a che vedere con i fatti, additanto il disabile, o come…
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Cara Margherita

Cara dottoressa Margherita, ti sei fermata sul ciglio di quel marciapiede, ed è lì che sei inciampata su di me. In realtà io non ero affatto lì per caso, era molto tempo che ti aspettavo. Un giorno mi hai fatto entrare, come si fa con un randagio, o come quando si coglie un fiore appena…
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Io, appena nato

Mi ricordo, sì mi ricordo di quel giorno, di quella nebbia, verso le cinque di pomeriggio, quando la stizza in punta, era oramai giunta al vertice ed io, appena nato, inglobato in quei vapori, tra caldarroste e legna di crepitante ardore, emettevo i miei striduli vagiti. Sì, ripeto, mi ricordo come se fossi stato davvero…
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Dove sei…Dove sei?

Non so ancora se ci sei, oppure tra le braccia di qualcun’altro? Dove sei…Dove sei? Questo tuo sorriso ancora splende, come uno zampillo di luce, freddo e fendente come lama, come un taglio sul volto, colmo di luce, profondo come la tua bocca, che tutto promette, tutto inghiotte… Sul fondo dei tuoi occhi, si svela un’ulteriorità inquieta,…
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La parola di oggi: Partenze.

Sveglia alle 5.00. Colazione alle 5.15. Alle 5.30 Furio è al posto di guida e io al navigatore: pronti a sfrecciare alla volta di Malpensa. Di lì prenderemo l‘aereo per Creta! Il navigatore esce come un foruncolo dal parabrezza segnando un’ora e mezza di tragitto. Abbiamo l’aereo alle 9.00: tre ore e mezza di anticipo…
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La parola di oggi: tre (anni).

Ho imparato che bisogna guardare le cose da un diverso punto di vista per trovare delle soluzioni. Ho imparato che rammaricarsi del passato equivale a camminare con la faccia rivolta all’indietro. Che provare rancore è come prendere del veleno aspettando che muoia il nemico. Ho imparato che vivere significa rischiare, una sconfitta vale più di…
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La parola di oggi: assenza

Sono cento giorni che te ne sei andata. No. La verità è che sono io che ti ho mandata via. Mi sono svegliata una mattina: la nausea nella testa e la decisione di scacciarti. La ferma decisione che non avresti più fatto parte della mia vita. Mai più. Tu, piccola creatura, avvelenavi e le mie…
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La parola di oggi: generale (il)

IL GENERALE L’ accortezza d’un capace condottiero D’aver per anni combattuto Contro il solo fianco fiacco del rivale, Porta a sé immondo senso di vana messa. Se però s’accorge, ancora, Che il peggior corrotto Vive e munge dal suo seno, Lo sgomento si traspone in nefandezza. Che da un lato stette duro a provocare Uno…
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