La parole di oggi: Sclerosi Multipla.

«Chi c’è di là? Chi è entrato? Ahhh, so che c’è qualcuno! Ahhh! Ahhh! Dev’essere quel bastardo di mio marito. Ho capito come fa, lui. Entra di nascosto e si porta via tutte le mie cose. Sei tu? Sandrooo, sei tu? Non risponde quello stronzo. Pensa di fregarmi per l’ennesima volta. Lo conosco bene, io. Apre la porta cercando di non fare rumore, poi va in salotto e ne fa una razzia. Porta tutto dalla sua puttana. Quella lurida puttana di Teresa. E pensare che la pago, dovrei licenziarla. Invece di pulire questo cesso di casa, mi nasconde le cose […]

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La Parola di oggi: uovo.

Un uovo parlò. “Mamma, ho voglia di sgusciare da qui!” “Zitto, figliolo, non è tempo.” Rispose la gallina. “Ma quanto manca?” “Mi fai venire il mal di testa.” Disse seccata la gallina. “Io vorrei diventare un Gallo. Con lunghe penne bianche e arancioni e con un becco robusto e con due zampe vigorose e con in testa una cresta scarlatta.” La gallina sbuffò. “Chetati, figliolo, guarda cosa fanno i tuoi fratelli.” “Che fanno?” “Stanno zitti. E aspettano.” “Ma io voglio uscire! Diventerò il re del pollaio!” “Tu non capisci.” “Che devo capire?” “Che devi stare zitto, mi fai venire il […]

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La cognizione del dolore

La cognizione del dolore

Rileggo “la Cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda. Si ripete un’esperienza conosciuta: ogni rilettura è una riscoperta; affermazione che, di per sé, appare tanto ovvia da risultare inutile. Però quando fra una lettura e l’altra si frappone quasi mezzo secolo le cose cambiano un pochino. Ancora, quando il primo approccio risalga agli ultimi anni Sessanta in un ambiente studentesco altalenante fra Palazzo Campana e Palazzo Nuovo, allorché si dava per assodato che qualsiasi atto rivoluzionario fosse concesso, anzi augurabile, anzi dovuto, nelle piazze, nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche e, naturalmente, anche nell’elaborazione letteraria, quando la distanza è quella, […]

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La parola di oggi: Legami

Prendo spunto, da un pezzo tratto dal romanzo Frankenstein di Mary Shelley che incollo alla fine dell’articolo. Come più o meno tutti sanno, il dott. Frankenstein, sconvolto dalla morte della madre, studia come instillare la vita a partire da coloro che l’hanno persa, riuscendo a generare un enorme essere dall’aspetto mostruoso. Terrorizzato dalla creatura a cui egli stesso ha dato la vita, si pente e la abbandona al suo destino. Ed ecco che il legame per eccellenza viene spezzato: il legame, mi viene da dire, fra padre e figlio. Un figlio che non riesce a rispondere alle aspettative del suo […]

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