La cognizione del dolore

La cognizione del dolore

Rileggo “la Cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda. Si ripete un’esperienza conosciuta: ogni rilettura è una riscoperta; affermazione che, di per sé, appare tanto ovvia da risultare inutile. Però quando fra una lettura e l’altra si frappone quasi mezzo secolo le cose cambiano un pochino. Ancora, quando il primo approccio risalga agli ultimi anni Sessanta in un ambiente studentesco altalenante fra Palazzo Campana e Palazzo Nuovo, allorché si dava per assodato che qualsiasi atto rivoluzionario fosse concesso, anzi augurabile, anzi dovuto, nelle piazze, nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche e, naturalmente, anche nell’elaborazione letteraria, quando la distanza è quella, […]

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Io, appena nato

Mi ricordo, sì mi ricordo di quel giorno, di quella nebbia, verso le cinque di pomeriggio, quando la stizza in punta, era oramai giunta al vertice ed io, appena nato, inglobato in quei vapori, tra caldarroste e legna di crepitante ardore, emettevo i miei striduli vagiti. Sì, ripeto, mi ricordo come se fossi stato davvero capace, di percepire quel microcosmo, fatto di mestizie e modestie, appena sufficienti per rendersene conto, non abbastanza pesanti da non potervi porre rimedio. Sugli strati di quella nebbia, agitata da venti di un est più o meno prossimo, si accumulava una sottile condensa, che rifletteva […]

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La parola di oggi: Legami

Prendo spunto, da un pezzo tratto dal romanzo Frankenstein di Mary Shelley che incollo alla fine dell’articolo. Come più o meno tutti sanno, il dott. Frankenstein, sconvolto dalla morte della madre, studia come instillare la vita a partire da coloro che l’hanno persa, riuscendo a generare un enorme essere dall’aspetto mostruoso. Terrorizzato dalla creatura a cui egli stesso ha dato la vita, si pente e la abbandona al suo destino. Ed ecco che il legame per eccellenza viene spezzato: il legame, mi viene da dire, fra padre e figlio. Un figlio che non riesce a rispondere alle aspettative del suo […]

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La parola di oggi: donna (una).

Lorenza Tremo stendendo l’improvviso fragore d’un soffice ricordo nel tuo dolore. Poichè rivedo lunghe le tue dita portar le mie, goffe, nell’alto della vita. Là, sul rosso manuale per infanti, m’insegnavi a sillabare dove scherzano i giganti. Arrossisco, nel ricordo fin da ora, al tuo viso di genitor ch’esige prova; traboccante di pretese e di rinunce, incurante, nel tuo cuore, di richiami e di denunce, d’un nobile saper mi feci ricca, ove ancor eri capace, dei primitivi segni suggellavi un’oltraggiosa pace. Dovendoti da sempre le preziose forme del sapere, a pronta mente morale, retta ed esatta nel volere, concretizzo in […]

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