La parole di oggi: Sclerosi Multipla.

«Chi c’è di là? Chi è entrato? Ahhh, so che c’è qualcuno! Ahhh! Ahhh! Dev’essere quel bastardo di mio marito. Ho capito come fa, lui. Entra di nascosto e si porta via tutte le mie cose. Sei tu? Sandrooo, sei tu? Non risponde quello stronzo. Pensa di fregarmi per l’ennesima volta. Lo conosco bene, io. Apre la porta cercando di non fare rumore, poi va in salotto e ne fa una razzia. Porta tutto dalla sua puttana. Quella lurida puttana di Teresa. E pensare che la pago, dovrei licenziarla. Invece di pulire questo cesso di casa, mi nasconde le cose […]

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La parola di oggi: Ave Maria.

Eccola lì. Si stava asciugando i lunghi capelli davanti allo specchio. Indossava una canottiera sottile che le aderiva perfettamente alla pelle mettendo in risalto i piccoli seni. I minuscoli slip distrattamente spostati, mostravano l’inizio della curva delle natiche. In sottofondo il rumore del fon si confondeva con l’Ave Maria di Schubert. L’aria profumava di un delicato odore di gelsomino. L’uomo si fermò a guardare la donna senza ch’ella se ne accorgesse. La sua mente tornò ad appena un anno prima, quando lei era ancora completamente sua, quando poteva accarezzarle i morbidi capelli biondi, quando poteva stringerla a sé e dirle […]

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La cognizione del dolore

La cognizione del dolore

Rileggo “la Cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda. Si ripete un’esperienza conosciuta: ogni rilettura è una riscoperta; affermazione che, di per sé, appare tanto ovvia da risultare inutile. Però quando fra una lettura e l’altra si frappone quasi mezzo secolo le cose cambiano un pochino. Ancora, quando il primo approccio risalga agli ultimi anni Sessanta in un ambiente studentesco altalenante fra Palazzo Campana e Palazzo Nuovo, allorché si dava per assodato che qualsiasi atto rivoluzionario fosse concesso, anzi augurabile, anzi dovuto, nelle piazze, nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche e, naturalmente, anche nell’elaborazione letteraria, quando la distanza è quella, […]

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Io, appena nato

Mi ricordo, sì mi ricordo di quel giorno, di quella nebbia, verso le cinque di pomeriggio, quando la stizza in punta, era oramai giunta al vertice ed io, appena nato, inglobato in quei vapori, tra caldarroste e legna di crepitante ardore, emettevo i miei striduli vagiti. Sì, ripeto, mi ricordo come se fossi stato davvero capace, di percepire quel microcosmo, fatto di mestizie e modestie, appena sufficienti per rendersene conto, non abbastanza pesanti da non potervi porre rimedio. Sugli strati di quella nebbia, agitata da venti di un est più o meno prossimo, si accumulava una sottile condensa, che rifletteva […]

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Dove sei…Dove sei?

Non so ancora se ci sei, oppure tra le braccia di qualcun’altro? Dove sei…Dove sei? Questo tuo sorriso ancora splende, come uno zampillo di luce, freddo e fendente come lama, come un taglio sul volto, colmo di luce, profondo come la tua bocca, che tutto promette, tutto inghiotte… Sul fondo dei tuoi occhi, si svela un’ulteriorità inquieta, che seduce e agita, che attrae e strega, come d’innanzi ad un suonatore di flauto, incantatore di sinuosi e striscianti desideri, aizzati come criniere di cavalli impazziti, sul punto del prossimo volo, caduchi e rovinosamente rotolati sulle proprie illusioni, reali come ferite, ultimo segno di […]

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La parola di oggi: Partenze.

Sveglia alle 5.00. Colazione alle 5.15. Alle 5.30 Furio è al posto di guida e io al navigatore: pronti a sfrecciare alla volta di Malpensa. Di lì prenderemo l‘aereo per Creta! Il navigatore esce come un foruncolo dal parabrezza segnando un’ora e mezza di tragitto. Abbiamo l’aereo alle 9.00: tre ore e mezza di anticipo dovrebbero bastare per permetterci di viaggiare con tutta tranquillità. Appena ci immettiamo in tangenziale, a Furio viene un’intuizione: << Quasi quasi passo da Piacenza, così evitiamo la Torino-Milano. >> << Hum >> rispondo io un po’ scettica << pensi che sia una buona idea? >> […]

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La parola di oggi: Lucirosseallinclusive.

Adoro la mia città, chi mi conosce lo sa bene. Adoro Torino in maniera imparziale, al limite dell’ossessione, e adoro tutto ciò che da essa nasce: architettura, letteratura, musica. Ah, la musica. Li ascolto proprio adesso, che sono in riva al mare. La musica batte negli auricolari al ritmo di qualche goccia d’acqua che proviene dal correre di un ragazzino su una tavola di legno colorato. Le canzoni si alternano fra momenti rock e spazi prolungati e languidi. Nessun fronzolo, nessun orpello. Nessun inutile virtuosismo. La musica è come Torino: bella ed essenziale. Distante, pulita, decisa. È strano, ma è […]

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La parola di oggi: tre (anni).

Ho imparato che bisogna guardare le cose da un diverso punto di vista per trovare delle soluzioni. Ho imparato che rammaricarsi del passato equivale a camminare con la faccia rivolta all’indietro. Che provare rancore è come prendere del veleno aspettando che muoia il nemico. Ho imparato che vivere significa rischiare, una sconfitta vale più di mille pareggi. Ho imparato che nell’equilibrio dell’universo, la mia vita vale esattamente quanto un’altra. Ho imparato che il proprio corpo è una cosa preziosa, non meno del proprio cervello. Ho imparato che dire “cacca” si può ed è lecito: persino Mozart sarebbe d’accordo. Ho imparato […]

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