La cognizione del dolore

La cognizione del dolore

Rileggo “la Cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda. Si ripete un’esperienza conosciuta: ogni rilettura è una riscoperta; affermazione che, di per sé, appare tanto ovvia da risultare inutile. Però quando fra una lettura e l’altra si frappone quasi mezzo secolo le cose cambiano un pochino. Ancora, quando il primo approccio risalga agli ultimi anni Sessanta in un ambiente studentesco altalenante fra Palazzo Campana e Palazzo Nuovo, allorché si dava per assodato che qualsiasi atto rivoluzionario fosse concesso, anzi augurabile, anzi dovuto, nelle piazze, nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche e, naturalmente, anche nell’elaborazione letteraria, quando la distanza è quella, […]

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Sogno e Linguaggio – Humpty Dumpty

Follia, dicevamo. Il Gatto del Cheshire, abbiamo visto, insiste molto sul fatto che lì siano tutti matti. Oltre a lui, il Cappellaio, la Lepre persino il Ghiro, tutti toccati. Un altro personaggio che sicuramente è un po’ fuori di testa è la crudelissima Regina di Cuori che ha la mania della decapitazione e adora le partite a croquet. Partite mai finite perchè fa tagliare la testa prima a tutti i giocatori. La pazzia è una costante che si ritrova in molti dei personaggi in cui Alice si imbatte, e Carroll riteneva che una delle sue manifestazioni fosse il non saper […]

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Trasformazione e follia – il Gatto del Cheshire

… come dicevo nella puntata precedente, il mio presonaggio preferito di Alice nel paese delle meraviglie è senza ombra di dubbio IL GATTO DEL CHESHIRE Vediamo dove appare per la prima volta nel libro. Alice si trova nella cucina della Duchessa, quella pazza strega infanticida che dai disegni di sir Tenniel, l’illustratore par excellence (ma non il mio preferito) scopriamo essere bruttissima e piuttosto bisbetica. La troveremo anche dopo e in Attraverso lo specchio, lei e le sue famose morali. La cucina è intrisa di pepe. Tutti sternutiscono tranne la cuoca, e un bel gattone tigrato che sorride con un […]

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Alice delle meraviglie

E veniamo dunque a lei. Non a caso la protagonista del mio romanzo L’ultima ceretta si chiama Alice. L’Alice che ispirò l’opera di Lewis Carroll si direbbe, a giudicare dalle fotografie e dalle cronache, una piccola Lolita. La mia Alice invece è più una libertina, ma di lei ne parlerò altrove. In ogni caso la Parola chiave di entrambe i libri è: Trasformazione. Torniamo al libro del reverendo. Per chi non l’ha mai letto, nonostante,  come mi scrive un caro amico, fosse consigliato al liceo per capire meglio la fisica quantistica, ecco il riassunto dell’inizio. Alice, bambina saputella e curiosa, […]

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