Io, appena nato

Mi ricordo, sì mi ricordo di quel giorno, di quella nebbia, verso le cinque di pomeriggio, quando la stizza in punta, era oramai giunta al vertice ed io, appena nato, inglobato in quei vapori, tra caldarroste e legna di crepitante ardore, emettevo i miei striduli vagiti. Sì, ripeto, mi ricordo come se fossi stato davvero capace, di percepire quel microcosmo, fatto di mestizie e modestie, appena sufficienti per rendersene conto, non abbastanza pesanti da non potervi porre rimedio. Sugli strati di quella nebbia, agitata da venti di un est più o meno prossimo, si accumulava una sottile condensa, che rifletteva […]

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