Io, appena nato

Mi ricordo, sì mi ricordo di quel giorno, di quella nebbia, verso le cinque di pomeriggio, quando la stizza in punta, era oramai giunta al vertice ed io, appena nato, inglobato in quei vapori, tra caldarroste e legna di crepitante ardore, emettevo i miei striduli vagiti. Sì, ripeto, mi ricordo come se fossi stato davvero capace, di percepire quel microcosmo, fatto di mestizie e modestie, appena sufficienti per rendersene conto, non abbastanza pesanti da non potervi porre rimedio. Sugli strati di quella nebbia, agitata da venti di un est più o meno prossimo, si accumulava una sottile condensa, che rifletteva […]

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La parola di oggi: tre (anni).

Ho imparato che bisogna guardare le cose da un diverso punto di vista per trovare delle soluzioni. Ho imparato che rammaricarsi del passato equivale a camminare con la faccia rivolta all’indietro. Che provare rancore è come prendere del veleno aspettando che muoia il nemico. Ho imparato che vivere significa rischiare, una sconfitta vale più di mille pareggi. Ho imparato che nell’equilibrio dell’universo, la mia vita vale esattamente quanto un’altra. Ho imparato che il proprio corpo è una cosa preziosa, non meno del proprio cervello. Ho imparato che dire “cacca” si può ed è lecito: persino Mozart sarebbe d’accordo. Ho imparato […]

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La parola di oggi: donna (una).

Lorenza Tremo stendendo l’improvviso fragore d’un soffice ricordo nel tuo dolore. Poichè rivedo lunghe le tue dita portar le mie, goffe, nell’alto della vita. Là, sul rosso manuale per infanti, m’insegnavi a sillabare dove scherzano i giganti. Arrossisco, nel ricordo fin da ora, al tuo viso di genitor ch’esige prova; traboccante di pretese e di rinunce, incurante, nel tuo cuore, di richiami e di denunce, d’un nobile saper mi feci ricca, ove ancor eri capace, dei primitivi segni suggellavi un’oltraggiosa pace. Dovendoti da sempre le preziose forme del sapere, a pronta mente morale, retta ed esatta nel volere, concretizzo in […]

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Trasformazione e follia – il Gatto del Cheshire

… come dicevo nella puntata precedente, il mio presonaggio preferito di Alice nel paese delle meraviglie è senza ombra di dubbio IL GATTO DEL CHESHIRE Vediamo dove appare per la prima volta nel libro. Alice si trova nella cucina della Duchessa, quella pazza strega infanticida che dai disegni di sir Tenniel, l’illustratore par excellence (ma non il mio preferito) scopriamo essere bruttissima e piuttosto bisbetica. La troveremo anche dopo e in Attraverso lo specchio, lei e le sue famose morali. La cucina è intrisa di pepe. Tutti sternutiscono tranne la cuoca, e un bel gattone tigrato che sorride con un […]

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Cibo magico e trasformazione – nella tana del coniglio

“Wonderland” è il paese delle domande. Tante domande e tanti problemi, tante scoperte. Leggendo si può incappare in momenti d’inquietudine, le stranezze del Paese delle Meraviglie ritraggono alcuni vizi del nostro mondo e, dicono gli psicologi, rappresentano una carrellata di casi clinici meno irrealistici di quanto potremmo pensare. E così vi porto con me nel libro di Carroll seguendo un percorso che ho scelto e che tocca alcuni temi e argomenti fondamentali. CIBO E TRASFORMAZIONE Alice, bambina saputella e curiosa, è in riva al fiume con la sorella maggiore che sta leggendo un libro senza figure e senza dialoghi. Una […]

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Alice delle meraviglie

E veniamo dunque a lei. Non a caso la protagonista del mio romanzo L’ultima ceretta si chiama Alice. L’Alice che ispirò l’opera di Lewis Carroll si direbbe, a giudicare dalle fotografie e dalle cronache, una piccola Lolita. La mia Alice invece è più una libertina, ma di lei ne parlerò altrove. In ogni caso la Parola chiave di entrambe i libri è: Trasformazione. Torniamo al libro del reverendo. Per chi non l’ha mai letto, nonostante,  come mi scrive un caro amico, fosse consigliato al liceo per capire meglio la fisica quantistica, ecco il riassunto dell’inizio. Alice, bambina saputella e curiosa, […]

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