Cara Margherita

Cara dottoressa Margherita, ti sei fermata sul ciglio di quel marciapiede, ed è lì che sei inciampata su di me. In realtà io non ero affatto lì per caso, era molto tempo che ti aspettavo. Un giorno mi hai fatto entrare, come si fa con un randagio, o come quando si coglie un fiore appena caduto, trascinato fin lì dal vento della vita. Abbiamo giocato al dottore e al malato, ma le mie ferite sembrano restare nell’ombra, proprio in quella che mi rende spesso invisibile, mentre il mondo circostante mi sfugge continuamente. Oggi, o al massimo al prossimo appuntamento, scade […]

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