Trasformazione e follia – il Gatto del Cheshire

Trasformazione e follia – il Gatto del Cheshire

… come dicevo nella puntata precedente, il mio presonaggio preferito di Alice nel paese delle meraviglie è senza ombra di dubbio

IL GATTO DEL CHESHIRE
Vediamo dove appare per la prima volta nel libro. Alice si trova nella cucina della Duchessa, quella pazza strega infanticida che dai disegni di sir Tenniel, l’illustratore par excellence (ma non il mio preferito) scopriamo essere bruttissima e piuttosto bisbetica. La troveremo anche dopo e in Attraverso lo specchio, lei e le sue famose morali.
La cucina è intrisa di pepe. Tutti sternutiscono tranne la cuoca, e un bel gattone tigrato che sorride con un “ sorriso che gli andava da un orecchio all’altro”.
Dovreste vedere come disegnano quel sorriso gli illustratori Linda Card, o Mervyn Peake, o, il più inquietante fra tutti, Barry Moser (la fotografia del disegno è qui sopra). Dracula al confronto è un pivellino.
Alice è stupefatta. I gatti sorridono?
“Scusi potrebbe dirmi per piacere perché il suo gatto sorride?”
“E’ un gatto del Cheshire, ecco perché…”

Sembra che l’espressione sorridere come un gatto del Cheshire significasse essere un po’ matti. E la follia è un altro grande tema che percorre tutto il libro.
Dunque Alice se ne va dalla cucina. Per strada sul ramo di un albero appare il nostro micione. La ragazzina, rispettosa, gli chiede quale direzione può prendere per uscire dal bosco. Il gatto è un campione di Logica.
“Dipende soprattutto da dove vuoi andare.”
“Non m’importa molto…”
“Allora non importa che strada prendi.”
Saggio, essenziale gatto del Cheshire! Mica si perde in labirinti filosofici, lui. E continua dicendole che in una direzione troverà un Cappellaio e nell’altra una Lepre marzolina.
E comunque, insiste il gatto: “Puoi andare a trovare uno o l’altra, tanto sono matti tutti e due”.

Alice dei pazzi non vuole saperne. (e fa malissimo…)
“Be’, non hai altra scelta, qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta. Altrimenti non ti troveresti qui”.
Lei fa delle rimostranze ma il gatto svicola su altri argomenti e d’un tratto svanisce e ricompare e svanisce ancora e ricompare. Alice, invidiosa, è contrariata.
“Ti sarei grata se la smettessi di apparire e sparire così all’improvviso: mi fai girare la testa!”
“D’accordo” disse il Gatto; e stavolta svanì molto lentamente, cominciando dalla punta della coda per finire con il sorriso, che rimase lì per qualche tempo dopo che il resto era sparito.”
“Be’! Mi è capitato di vedere un gatto senza sorriso” pensò Alice; “ma un sorriso senza gatto! E’ la cosa più curiosa che abbia mai visto in vita mia!”
Caro gatto del Cheshire che ci lascia di sé l’aspetto più gioioso. La trasformazione migliore, un’allegrezza leggera. Ho espresso il desiderio di incontrarlo (post il Viaggio) e speriamo si avveri quest’anno.

Alice decide di andare dalla Lepre.
Ed eccoci arrivati a uno dei capitoli più famosi del libro: Un tè di matti che unisce gli argomenti chiave di cui voglio parlarvi: cibo, follia, tempo e linguaggio.

Fine della seconda puntata…

 

2 Responses

  1. Avatar Enrico C. ha detto:

    Mi hai incuriosito: “Alice” è già sulla mia rampa di lancio per la lettura.

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