Al principio era l’emozione

Al principio era l’emozione

Au commencement était l’émotion.
Vorrei inaugurare la nascita di Bevimi con questa bella citazione. E’ di uno dei più discussi autori del novecento, Louis-Ferdinand Céline. Lui, lo conosco abbastanza bene. Per la mia tesi di laurea ho letto tutto quello che sono riuscita a trovare, compresi gli introvabili, ossia i famigerati pamphlets, e li ho letti nella Biblioteca Sainte-Geneviève, voluttuoso luogo in cui oltre a leggere viene un sacro desiderio di fare all’amore tanto l’atmosfera è calda, il legno profumato, con le verdi lampade art déco a diffondere tutt’intorno una luce dolcissima.
La frase compare in un’intervista a Céline del 1958 dove lui parla del suo lavoro di scrittore, e di come abbia creato il suo stile, ma la spiegazione più articolata è contenuta in uno dei suoi libriccini capricciosi, Colloqui con il professor Y, appena cento pagine, quasi tutti dialoghi, un bel delirio, come ascoltare un brano di musica molto ritmato. Andatevi a leggere la postfazione di Gianni Celati, illuminante.
Ma perché ho scelto proprio questa frase?

Semplicemente per ricordarci di lei,  dell’emozione

Cos’è che oggi ci emoziona?

Ed ecco la mia proposta: un’emozione al giorno, scrivere un commento in cui si racconta qual è stata l’emozione vissuta. Sarà facile provarne quotidianamente?

Tentiamo, vi lancio una sfida e che il gioco abbia inizio!

l’opera in copertina è dell’artista  Elena Rivautella

 

4 Responses

  1. Avatar Enrico Conterno ha detto:

    Oggi ahimè ho provato rabbia e disagio perchè per un paio d’ore mi sono trovato costretto a frequentare persone da cui scapperei a gambe levate. Ma anche curiosità per aver scoperto il tuo blog.

  2. Avatar enrico giacovelli ha detto:

    Eccomi, è tutto molto bello qui, e mi rendo conto che Lewis Carroll era anche un matematico. Ma per entrare nel blog devo tenere sottomano la mia calcolatrice tascabile, perché a forza di computer… beh, sono stato almeno trenta secondi a pensare quanto fa cinque per tre. Non mi è più così naturale, adesso che tutto è automatico, che faccia quindici. Da ragazzo mi sembrava così semplice, così logico, adesso invece mi chiedo: perché? perché cinque per tre dovrebbe fare quindici? E’ soltanto l’ennesimo prodotto del politicamente corretto o fa quindici perché fa davvero quindici? In un precedente tentativo di accesso, o accesso di tentativo, ho addirittura sbagliato il risultato (credo fosse qualcosa tipo dodici meno sette, mica una cosa da niente). Così proverò a tornare, uno di questi giorni, ma senza mai certezza di riuscire a passare l’esame iniziale.
    [Però, a pensarci: il metodo è interessante, bisognerebbe applicarlo ad altri campi. Alle elezioni politiche, per esempio. Vota soltanto chi risponde a un semplice quiz: dodici per sei, o anche soltanto qual è la capitale del Burkina Faso. Quanti voti prenderebbero ancora, in questo modo, Berlusconi e Renzi?]

  3. Avatar enrico giacovelli ha detto:

    Commento al commento (che mi è costato un altro sforzo mnemonico: uno x tre; se mi state leggendo vuol dire che la mia risposta era esatta). Perché intanto sopra il commento precedente è apparsa la scritta “il tuo commento è in attesa di moderazione”. Che significa? E se invece fosse in attesa di intemperanza?
    [Prometto però che non ci sarà un commento al commento al commento].

  4. Anna Berra Anna Berra ha detto:

    I numeri, che grande mistero! anch’io ho uno strano rapporto con essi. Chissà se Odifreddi avrebbe voglia di intervenire sull’argomento… anche su Alice d’altronde ha detto la sua. ve ne parlerò prossimamente. La moderazione invece, la vuole il sistema informatico. siamo schiavi ormai delle sue dicisioni?
    Enrico adesso che non puoi più fare il commento del commento ti toccherà scrivere un articolo nuovo, forse sui numeri? 🙂 intanto grazie e grazie dell’intervento.

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