Crêpes mouillées

Crêpes mouillées

Piove, diluvia, a scrosci, inondando il dehors nel quale siamo sedute. E piove anche nella boccia di vetro trasparente dove galleggiano indifferenti dei piccoli garofani rosa e rossi, screziati. Dai loro petali stilla l’acqua. Acqua su acqua dentro acqua. Brillantezza della luce serale.

La gente si alza dai tavoli, per ripararsi, per scappare, e noi invece stiamo ferme al nostro tavolino, nel pieno centro del dehors. Ci guardiamo e ridiamo, fortunate che siamo… e loro che credevano…

Le amiche, sono belle le amiche che restano a chiacchierare come se nulla intorno accadesse, e parlano di sé, delle loro voglie, del poi sibillino, degli uomini, di pagine scritte chiuse al caldo di un cassetto e intanto arrotolano trecce scure intorno alle dita per poi disfarle, irrequiete.

Ma la pioggia si sposta, va altrove, e di nuovo la gente ritorna a passare,  le magliette incollate su spalle giovani e tonde, gonne zuppe alzate a metà.

I passanti sono una risorsa infinita.

Vado a chiedere ancora da bere, quando mi volto, ecco, c’è solo più lei, nel buio della sera, seduta composta a fumare, la schiena scoperta su cui ora ha infilato una maglia, i lunghi capelli neri  le serpeggiano intorno. E ancora la boccia trasparente dei fiori che goccia fuori e dentro l’acqua sublime.

Sembra un quadro di Hopper.

 

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